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Galaxy

Lenti a contatto: generalmente sono usate per vedere meglio ma, in questo progetto, ribalto il loro utilizzo e le lenti diventano qualcosa che disturba la vista. La realtà, inteso come qualcosa che vediamo e basta, è riduttivo: la realtà è ciò che percepiamo e viviamo o quello che sta davanti a un obiettivo? Le foto sono scattate in casa mia che, però, da posto conosciuto e confortevole diventa un ambiente estraneo ed irriconoscibile, quasi spaziale come fossero pianeti: la mia stanza, il mio giardino e la sala diventano nuovi mondi, universi. Credo che ognuno abbia la sua realtà, il suo spazio vitale in cui chiudersi dove l’immaginazione prende vita e nascono nuove storie.            
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Imperfect: mappatura di pelli umane

In questo mio lavoro ho sottolineato l’aspetto concettuale e astratto della natura umana attraverso una serie di macrofotografie della pelle. L’essere umano viene rappresentato attraverso la sua corazza, la sua parte esterna. Non vi sono parti riconoscibili nella loro definizione anatomica, non ci sono distinzioni di tipo sessuale o anagrafico. Le singole persone non possono essere riconosciute, se non attraverso le piccole o grandi imperfezioni che le rendono uniche. La pelle è la crosta terrestre del nostro mondo, un involucro che riveste tutto il nostro corpo, il mezzo più completo di protezione passiva. Simbolicamente parlando assume il carattere di linea di con ne: è l’unico limite materiale posto al nostro mondo interiore, ciò che separa e divide bruscamente il candore interno dalla crudeltà del mondo esteriore di cui porta le cicatrici. Nel mio lavoro ho voluto isolare ed astrarre parti della pelle: segni, rughe, nei o cicatrici. Attraverso una serie di macrofotografie le ho isolate dalla parte del corpo in cui si trovano per esaltarne l’unicità e le peculiarità, non vi sono parti riconoscibili nella loro definizione anatomica, non ci sono distinzioni di tipo sessuale o anagrafico. L’artista Giuseppe Penone sostiene che l’uomo ha una capacità limitata di riconoscere forme […]
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Abstract Pop Color

Partendo da una mia precedente ricerca con il macro sulle imperfezioni della pelle, conclusasi con il progetto “Imperfect: mappatura di pelli umane” (esposto da Spazio Tadini nella mostra “Ti amo più della mia stessa pelle”, con Jordan Angelo Cozzi, curata da Agata Petralia), l’intenzione è quella di indagare le alterazioni dei propri tratti fisionomici tramite le diverse body modifications (tatuaggi, piercing, scarificazioni) e la chirurgia estetica, sempre con l’utilizzo di un obiettivo macro. Il macro mi permette di avvicinarmi e guardare da vicino le diverse alterazioni, astraendole dalla loro totalità. Negli ultimi anni tatuaggi e piercing hanno assunto una valenza prettamente estetica e, fortunatamente, molti dei pregiudizi legati ad essi sono stati sdoganati facendo sì, quindi, che siano comunemente tollerati, seppur entro certi limiti. Quali sono questi limiti? Perché oltre una certa linea di confine immaginaria diventano “troppo”? La chirurgia estetica, nonostante sia anch’essa una modifica corporale, è socialmente più accettata: viene, infatti, considerata un “rimedio” per perfezionare il nostro corpo/viso, avvicinandoli ai canoni di bellezza della società. Allo stesso modo, piercing e tatuaggi sono prima di tutto una scelta estetica ma non sempre vengono considerati come un modo per migliorarsi, specialmente nel momento in cui riguardano parti del corpo […]
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100 grammi

“100 grammi” è un progetto che parla di disturbi alimentari. Ho fotografato 5 alimenti diversi prima al loro esterno poi al loro interno, utilizzando il macro: un esterno più fragile, più delicato contrapposto a un interno più forte, quasi violento. Il cibo non più solo come sostentamento energico per l’esistenza ma diventa qualcosa su cui riversare la propria ossessione e le proprie manie assumendo valenze opposte di “amico/nemico” che, in realtà, sono due lati della stessa medaglia. Anoressia, bulimia, obesità: c’è chi lo evita e chi ne abusa, chi poi lo vomita e chi lo controlla maniacalmente. I disturbi alimentari come “The dark side of life”, animali notturni che si nascondono sotto la pelle, si insinuano nella mente e spesso restano invisibili come invisibile è il dolore, quello non solo fisico, quello che ti assale nel buio della tua solitudine. La mente, la mente che si sgretola. Un’immagine distorta, uno specchio che riflette solo bugie. Tu che non ti vedi, che non ti vuoi vedere. Che ti odi, che ti odi e ancora odio. Schifo. Sputi su quello specchio e prendi a pugni il muro. La testa non sai più dove sbatterla, letteralmente e non. La testa non è la […]
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Zeno

Giulia Mazzoleni – Zeno Vimeo: https://vimeo.com/240758162   “Zeno Cosini” è conosciuto per essere il protagonista del celebre romanzo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, scritto con la tecnica del flusso di coscienza utilizzata dal personaggio nella sua autoanalisi. “Zeno” deriva dal greco antico, significa letteralmente “di Zeus” o “a Zeus”, ovvero “consacrato a Zeus”, capi di tutti gli dèi e dell’Olimpo. “Zeno (全王 Zen’ō)” dal giapponese “Re di tutto”. Questo video vuole essere un flusso di coscienza dell’universo, Re di se stesso, con i suoi 4 elementi: aria, acqua, terra, fuoco uniti tra loro con associazioni improvvise di idee che affiorano senza nessun apparente nesso logico. Opera video esposta dal 25 al 27 novembre 2016 a Chiari (BS) in occasione della collettiva “All in One, a projected-only loop group show” https://www.facebook.com/events/340338589652204/
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